WINNERS 2019 Gibellina 2019-11-03T14:53:47+00:00

ITALY PHOTO AWARD


— Gibellina —

MIGLIOR PORTFOLIO

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THE INNER ROOM

 Daniele Cascone  

Fusione di sculture e fotografia, “The Inner Room”, è una serie di opere costruita con nature morte di ossa, umani e mobili rotti che esplora la tensione dell’esistenza dell’essere umano coinvolgendo l’osservatore a un livello inconscio, mediante l’utilizzo di simboli, di archetipi e di situazioni vicine alla sfera surreale.

GIOVANE TALENTO

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ISOLATION

 Alessandro Scattolini  

Un’isola racchiude dentro di sé un microcosmo, isolato dagli altri, che cerca un continuo contatto con la terra ferma seppur non ne ha bisogno essendo essa indipendente. “Isolation” è il primo libro di un progetto a lungo termine che vuole indagare il senso stretto della parola Isola attraverso uno sguardo fotografico. “Isolation” tratta dell’isolamento, non come senso di solitudine ma bensì dell’arte di reinventarsi, di sopravvivere e di trovare il proprio equilibrio di fronte ad una natura tirannica. Nel cuore della Russia, all’interno del Lago Baikal, sorge un’isola chiamata Ol’chon. Sette sono i villaggi all’interno dell’isola. Il villaggio principale, Khuzir, conta circa 1000 abitanti e deve il suo nome al laghetto situato all’interno della cittadina che è il centro della vita del villaggio per via del sale, che gli animali dell’isola adoravano “assaggiare”. Scoperta da Kurbat Ivanov nel 1643, iniziò ad essere realmente abitata nei primi anni 30 del 900’. Il ghiaccio è l’elemento sacro di questo progetto, è fondamentale sia per l’isola che per i suoi abitanti: crea un ponte naturale per circa due mesi l’anno che permette il transito di mezzi pesanti, collegando gli abitanti al mondo esterno in modo rapido e veloce. Così il ghiaccio, invece di dividere, unisce le due realtà cambiando le abitudini e gli stili di vita.
Fondamentale per gli abitanti è creare, nell’isola, momenti di svago che lasciano scorgere una sorta di ammirazione verso il mondo esterno. L’assurdo è dato da
animali che vivono in assoluta libertà in contrapposizione a persone che creano angoli di mondo recintati dove vivere in sicurezza. Le loro case sono calde, accoglienti e ricche di vissuto, in contrasto con il clima freddo e ostile. La loro pelle assorbe tutto ciò che li circonda ricordando talvolta il ghiaccio, talvolta gli oggetti del quotidiano. I giorni sono pieni di cose semplici, esse sono la chiave di una vita serena, noncurante della lontananza da metropoli o da problemi politici. Il tempo viene scandito con lentezza ed ognuno ha il giusto modo per dedicarsi a ciò che ama, ricreando tra le mura domestiche il teatro, un’altalena o costruendo la propria abitazione con orgoglio e dedizione. Centro del progetto sono momenti quotidiani, uniti a situazioni dell’assurdo per il mondo occidentale o cosiddetto tale.
Nell’isola di Olkhon, l’assurdo viene vissuto come modo per dare sfogo alla propria libertà di essere. In quest’isola tutto è immaginazione e niente che non sia
stato prima immaginato può accadere. L’isola di Olkhon in questo progetto diventa tramite del concetto dell’assurdo e dell’isolamento, attraverso la visione di una realtà quotidiana, umana e naturale con un focus sugli oggetti reali e immaginari.

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